Date: dall’11 settembre al 12 ottobre
Tema: Tempo di viaggio
Il titolo del Premio “Città di Treviglio” 2025, Tempo di Viaggio, come di consueto è uno spunto aperto e indeterminato, che non intende riferirsi né al ristretto spazio temporale di un viaggio né più genericamente allo spirito di un’epoca.
Tempo di Viaggio è il titolo di un documentario dei primi anni Ottanta in cui il regista Andrej Tarkovskij, esule dalla Russia, vaga per la provincia italiana con lo scrittore e sceneggiatore romagnolo Tonino Guerra alla ricerca dei luoghi per un film, che sarà poi Nostalgia (1983). È l’avventura di due uomini saldamente legati alla terra, colti nella dimensione inconsueta del viaggio. Affrontando le strade dimenticate dell’Italia e discorrendo di arte e di cinema, i due amici scoprono beni preziosi come la pietra leccese, la magica vasca di Bagno Vignoni o la Madonna del Parto di Piero della Francesca. Ma il viaggio è anche un viaggio interiore: sono sentieri che si incrociano e percorsi individuali che si sfiorano, sempre con ritrosia.
Gli artisti invitati
Dario Bellini (Salò, Brescia 1960), Manuela Cirino (Carate Brianza, Monza e Brianza 1962), Gianluca Codeghini (Milano, 1968), Marta Dell’Angelo (Pavia, 1970), Luigi Erba (Lecco, 1949), Elena Modorati (Milano, 1969), Margherita Morgantin (Venezia, 1971), Anna Oberto (Ajaccio, Corsica 1934), Antonio Paradiso (Santeramo in Colle, Bari 1936), Enzo Umbaca (Caulonia, Reggio Calabria 1964).
I giovani talenti selezionati
Chiara Antonelli (Foligno, 2000), Gianluca Brando (Maratea, Potenza 1990), Elia Brignoli (Bergamo, 1996), Stefano Caimi (Merate, 1991), Ilaria Carrara (San Giovanni Bianco, Bergamo 1999), Francesca Cason (Feltre, Belluno 2002), Noemi Comi (Catanzaro, 1996), Olmo Erba (Bergamo, 1997), Laurel Hauge (Phoenix, Arizona, Stati Uniti, 1994), Chiara Smedile (Como, 1998), Erika Ungari (Monza, 1999), Fabiano Vicentini (Soave, Verona 1993).
La commissione
- Sara Fontana, critica e storica dell’arte, curatrice del Premio
- Arnold Braho, curatore
- Pier Luigi Guzzetti, collezionista
- Patrick Tuttofuoco, artista
- Paola Bonino, gallerista, Galleria Una, Piacenza e Milano
- Elisabetta Ciciliot, Direttrice del Museo Civico “Ernesto e Teresa Della Torre” di Treviglio
- Juri Imeri, Sindaco e Assessore alla cultura del Comune di Treviglio
- Giovanni Grazioli, Presidente della Fondazione Cassa Rurale Treviglio – Ente Filantropico.
I vincitori
I vincitori del Concorso Giovani Talenti 2025 sono Stefano Caimi (Merate, 1991) e Fabiano Vicentini (Soave, Verona 1993). Stefano Caimi riceve dal Comune di Treviglio, che acquisisce anche l’opera Arborescent, un premio di 3.000 euro e potrà allestire nel 2026 una mostra personale in una sala espositiva comunale. Fabiano Vicentini riceve da Fondazione Cassa Rurale di Treviglio – Ente Filantropico un premio di 3.000 euro e l’acquisizione dell’opera City of Grey II, e anche per lui è programmata nel 2026 una “personale” a Treviglio. La giuria ha ritenuto meritevole di una menzione speciale Chiara Smedile (Como, 1998).
Stefano Caimi (Merate, 1991) con Arborescent, 2024, custom software, CNC incisione laser, pirografia.
L’artista ci restituisce il fascino e la complessità biologica delle foreste alpine (ambiente a lui familiare e oggetto costante della sua osservazione) destrutturandone l’immagine in modo originale e contaminando tecniche antiche e processi digitali su una grande tela di lino, protagonista la luce. Da sempre affascinato dalla natura, l’artista svela in questo caso il fenomeno ottico dell’enrosadira, per cui le cime delle Dolomiti, a causa della presenza di carbonato di calcio e magnesio, all’alba e al tramonto assumono un colore rosa/rossastro che tende gradualmente al viola.
Fabiano Vicentini (Soave, Verona 1993) con City of Grey II, 2025, olio su tela, cm 60 x 100.
L’artista ha saputo cimentarsi in modo nuovo con un genere antico come quello della natura morta, trasformandolo in un certo senso in un capriccio architettonico. Un oggetto ordinario come una gomma per cancellare viene frammentato e poi ricomposto per dare vita a città immaginarie e architetture instabili. Le sfumature del grigio dominanti accentuano l’atmosfera straniante del dipinto, trasportandoci attraverso spazi ambigui, indefiniti e in continua metamorfosi.
Chiara Smedile (Como, 1998) per Pietra cucita, 2021, scatto fotografico ricamato, A4 Foto in b/n, cm 21,5 x 31,5 x 4.
L’opera interpreta in chiave poetica il tema di questa edizione – tempo di viaggio – trasformando un frammento autobiografico e un oscuro documento d’archivio in un’immagine parlante, custode di un’intima memoria personale e di una pagina della storia del nostro paese. L’antica Chiesa dell’Immacolatella a Santo Stefano Briga in Sicilia (terra d’origine del padre e degli antenati dell’artista) riconquista il suo tetto grazie all’amorevole ricamo di Chiara e all’attiva partecipazione delle donne del
luogo. Come affermava Carla Lonzi, “nulla si crea fuori dalle relazioni”. E qui la ricerca di una relazione diviene il momento dello scambio culturale.
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